Giorno 5: Condividi un libro che hai letto recentemente

 Da quando mi sono trasferita per i miei studi sto sperimentando diversi interessi che ho sviluppato negli ultimi anni. Tra questi ho riscoperto il mio amore per la lettura che per diversi motivi ho abbandonato nel corso degli anni. 

Da piccola leggevo moltissimo, soprattutto Topolino e Geronimo Stilton: è grazie a loro se ho iniziato ad amare i libri e le storie. Con il tempo è aumentato il carico di studio e di impegni esterni che hanno fatto calare la mia costanza nel leggere. Con l'inizio dell'università ho del tutto smesso: dover leggere libri per prepararmi agli esami prosciugava le mie energie e i miei occhi non tolleravano più di vedere una sola parola scritta. 

Oltre all'università però ho vissuto un particolare periodo di pandemia: dovevo riprendere le lezioni universitarie, ma ero costretta a stare a casa senza poter fare nulla di interessante. Ho riscoperto i miei nonni in quel periodo, ma soprattutto ho scaricato un sacco di ebook che non ho mai letto. Tutto quel tempo sprecato nello scorrere sul telefono e senza fare qualcosa di produttivo, se ci ripenso mi maledico.

In tutto questo, le mie letture si limitavano ai giorni di vacanza passati al mare. 

Ora sono più consapevole di aver rinunciato a una grande parte di me e ho ricomiciato a leggere. Faccio molta fatica e spesso voglio abbandonare i libri (so che è un diritto del lettore farlo, ma se inizio una cosa poi la devo concludere). Ho iniziato a consumare contenuti online che riguardano libri e persone che ne parlano con grande passione: non c'è nulla di più stimolante di qualcuno che ama ardentemente ciò che fa. 

Quindi mi sono trasferita e ho trovato qualcuno che questa passione la vuole vivere in compagnia. Nella biblioteca vicino a dove abito ora un gruppo di ragazzi ha creato un bookclub a cui ho deciso di aderire non solo per avere un obiettivo di lettura, ma anche per fare nuove conoscenze, scoprire nuovi generi e nuove storie. 

Tutto questo per dire che al momento stiamo leggendo Moby Dick di Herman Melville. 
Il libro è un mattone (e io ho una paura tremenda dei mattoni), ma è incredibilmente interessante. A differenza di tutto quello che sapevo su questo libro, anche le parti descrittive delle balene (a detta di molti le più noiose), ho trovato una lettura scorrevole, interessante, a tratti ironica e poetica. Molto è dovuto alla traduzione di Pavese, che riesce a tenere il senso delle lunghissime frasi usate dall'autore. 



Leggendo mi sono ritrovata sul Pequod insieme ai personaggi che vivono questo lunghissimo viaggio di cui si perdono le coordinate geografiche e temporali. Quest'ultimo elemento mi ha davvero sorpresa perchè è lo stesso Ismaele a ripetere come durante i viaggi delle baleniere si scordi del passare del tempo: le notizie non arrivano per anni, se non per incontri fortunatamente casuali. L'unico mondo che si conosce è quello della baleniera, circondato dalle immense acque degli oceani: a questo proposito consiglio di utilizzare un dizionario per capire a quale parte della grande nave ci si riferisce. 

La mente vaga e visualizza le esatte descrizioni fatte da Melville, tanto da voler partecipare fisicamente e attivamente al viaggio intrapreso. 

Meravigliose le pagine sulla balena Moby Dick e sul colore bianco: Melville approfondisce alcuni aspetti riguardo al colore bianco che dopo una riflessione si capiscono essere veri. 

Per ora ho letto 73 capitoli su 135 (136 se si considera l'epilogo). La scrittura di Melville e la traduzione di Pavese si bilanciano l'un l'altro e permettono di volerne sapere sempre di più. Per questo credo di non aver mai letto con così tanta voglia un mattone del genere. 

Se c'è una cosa che voglio portare sempre con me da questo libro è la traduzione poetica di Pavese e il simbolismo utilizzato da Melville. Spero di poter utilizzare questi due elementi nei miei possibili lavori futuri, che siano scritti o per immagini. 

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