Giorno 3: scrivi del tuo più grande trionfo

 La sfida di oggi sembra essere difficile per me. Qual è stato il mio più grande trionfo finora? Ci ho pensato in questi giorni e ogni volta mi do una risposta diversa. 

La prima cosa che mi è venuta in mente è legata alla scrittura. Al quinto anno di superiori partecipai in segreto a un concorso di poesia e narrativa organizzato dalla mia professoressa di storia. Della mia classe parteciparono altre tre persone: Alice, che era l'unica a sapere della mia partecipazione e colei che ha consegnato il mio materiale alla prof., Andrea, che conosco fin da quando ero piccola, perchè figlia di una collega e amica di mia mamma, e aspirante scrittrice, e Alessandro, che come un'ingrata non ho mai trattato come amico quando era ciò di cui entrambi avevamo bisogno. 

Partecipai con un brutto sonetto dedicato alla nostra gita fatta a Parigi e incredibilmente, contro ogni aspettativa, arrivai prima parimerito con Alice. Ero sorpresa, mai mi sarei aspettata di meritarmi qualcosa, soprattutto il primo premio, un buono-tessera del valore di 100 euro per comprare libri.




Non raccontai mai nulla ai miei perchè fin dal momento in cui decisi di partecipare fino al momento della proclamazione pensavo di commettere un errore. Il senso di vergogna, di fare brutta figura e di umiliarmi davanti a persone che mi conoscevano e avevano imparato a conoscermi mi distruggeva. Mia madre seppe tutto ciò dalla mamma di Andrea. Si era arrabbiata (e lo è tutt'ora) del fatto che non abbia mai raccontato nulla e di non aver mai fatto leggere la poesia, ma mi raccontò che Andrea ci rimase molto male. Lei che aspirava a vivere di letteratura e poesia non era neanche entrata tra i primi tre, mentre io, che in qualsiasi letteratura avevo appena la sufficienza, ero riuscita a vincere. Mi sentii un'impostora per tutto questo, ma una parte di me era soddisfatta e per la prima volta fiera di quello che ero riuscita a fare. 

Da lì provai a scrivere altre poesie, tuttora lette solo dai miei occhi. Ho un quadernino rosso che le contiene, scritte a matita o in penna con segnata data e ora in cui lo ho pensate. Molte devono essere sistemate se non riscritte. 

La poesia è per me importante. Un modo immediato di dire molto con poche parole dense e cariche di significato. Il mio difetto è però scrivere solo quando sono ispirata, il che può succedere alle tre della notte oppure durante un esame importante. 
Ho pensato più volte di provare a scrivere più versi e provare a pubblicarli in qualche modo, ma questa mia vergogna di essere giudicata e umiliata prevale sulla mia volontà. Per ora le mie poesie sono private, con significati che hanno senso solo per me. Forse non vedranno mai la luce, ma spero che qualcuno un giorno possa leggerle e capire quello che provavo in quel momento. 

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