Giorno 2: Perchè scrivi?

"Perchè scrivi?" È una domanda che mi faccio spesso. In realtà mi chiedo "Perchè non scrivi?", al negativo. 

Mi piace scrivere. A mano, magari con una penna gel che scorre scivolosamente sulla pagina, o su una tastiera, con le dita che corrono da una lettera all'altra e il ticchettio dei tasti che vengono premuti. E la sensazione che si ha dopo aver scritto! Il senso di libertà che la mia mente ottiene è una delle cose più belle che io possa provare. 

Scrivo perchè ho bisogno di alleviare un peso che mi porto sulle spalle e sullo stomaco. Non importa l'argomento, se è per studio o per confessarmi al mio diario, e non importa neanche se è una banale lista della spesa. Scrivendo concentro tutta la mia attenzione sul gesto che sto compiendo, alla grandezza e all'ordine dei caratteri, e poi alle parole e al loro significato. Scegliere le parole giuste non è mai semplice. Spesso penso di non conoscerne abbastanza, di risultare ripetitiva e mi ripeto che dovrei leggere di più per ampliare il mio vocabolario. 

Accade molto più spesso di sentire la necessità di scrivere, ma di avere il timore del foglio bianco davanti a me. Quel bianco glaciale che attende di essere riempito mi crea confusione e la mia mente inizia a pensare mille e più modi di come riempirlo. E alla fine mi ritrovo con la testa piena e la pagina vuota. 



Perchè invece non scrivo? Non scrivo perchè non ho tempo, o almeno è quello che mi dico per illudermi. Di tempo ne ho anche troppo, è che lo impiego male e quando mi rendo conto di starlo sprecando faccio fatica a trovare un'altra soluzione. Per esempio, ieri sera mi sono ritrovata a scorrere sullo schermo del telefono per più di un'ora solo perchè avevo bisogno di una distrazione. Quando mi sono sentita uno schifo per aver sprecato così una preziosa ora da dedicare a me stessa, ho deciso di andare a letto. Una volta sotto le coperte mi sono resa conto che quell'ora poteva essere sfruttata per scrivere qualcosa. Non importava cosa, ma qualcosa. 

Più spesso però non scrivo perchè mi vergogno. La vergogna è il mio più grande nemico e fonte di molti miei problemi, ma non riesco fare a meno di provarla. Mi vergogno di quello che scrivo, delle banali parole scelte e della possibilità remota che qualcuno le legga. Scrivo poesie che non vedranno mai la luce del sole, ma pensare che qualcuno possa leggerle o che lo abbia già fatto mi fa venire voglia di smettere di scrivere (e di esistere). 

Vorrei tanto provare a scrivere un abbozzo di sceneggiatura. Per iniziare mi cimenterei in un corto, ma l'assenza di una storia mi blocca. Spesso ho in mente solo scene che vorrei realizzare, inquadrature che sarebbero perfette cinematograficamente, ma che se non hanno una storia in cui inserirsi sono solo da buttare.

Scrivo allora per lasciare una piccola traccia della mia esistenza e del mio dolore su questa Terra. Una traccia che non servirà a nessuno, se non a me e alla mia costante paura di non aver realizzato nulla di me stessa. Scrivo anche perchè spero che un giorno possa far parte del mio lavoro. Vorrei tanto che tutti gli sforzi che sto facendo, mi permettano di ottenere risultati che ho spesso sognato.

P.S. Anche oggi ho raggiunto le 500 parole che mi ero prefissata. Questa volta scrivere è stato più scorrevole e meno difficoltoso. Vorrei fosse sempre così.

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